Cos’è il Modello EAS? Quando deve essere presentato?

Cos’è il Modello e chi interessa?

Il modello EAS (che sta per: Enti ASsociativi), ovvero per esteso il Modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativo agli enti associativi, è un documento che deve essere presentato dai suddetti per usufruire del fatto che “Le quote e i contributi associativi nonché, per determinate attività, i corrispettivi percepiti dagli enti associativi privati, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa tributaria, non siano imponibili. Per usufruire di questa agevolazione è necessario che gli enti trasmettano in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, mediante un apposito modello.” N.B. Nonostante si parli di Enti Associativi, il suddetto modello deve essere presentato anche dalle S.S.D. a R.L. (Società Sportive Dilettantistiche a Responsabilità Limitata) per poter anch’esse considerare non imponibili “i corrispettivi, le quote e i contributi”. Quindi si deduce che gli Enti che beneficiano di una o più agevolazioni contenute nell’art. 148 del DPR 917/86 e nell’art. 4, commi 4 e 6, del DPR 633/1972 (legge IVA), sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate, tramite il modello EAS da compilare in via telematica, i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali. Il provvedimento riguarda quasi tutte le Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche a Responsabilità Limitata, dal momento che è obbligatorio per tutti quegli Enti che svolgono un’attività promiscua a sfondo sia istituzionale che commerciale. La mancata presentazione del Modello EAS in caso accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, comporta la perdita dei benefici fiscali destinati alle suddette organizzazioni.

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Modalità e termini per la comunicazione

Il modello per la trasmissione dei dati, denominato “Modello Eas”, deve essere inviato, in via telematica – direttamente dal contribuente interessato tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite intermediari abilitati a Entratel – entro 60 giorni dalla data di costituzione degli Enti. Il modello deve essere, inoltre, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.
Infine, caso di perdita dei requisiti qualificanti (previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’articolo 30 del Dl n. 185/2008, il modello va ripresentato entro sessanta giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”. In caso di ritardo della presentazione la legge consente, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altra attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, 
oltre il termine dei 60 gg. la remissione in bonis col pagamento di una sanzione da € 258,00 (da effettuare comunque entro il 31 marzo dell’anno successivo alla costituzione, in quanto dopo tale data si resta comunque scoperti per l’anno precedente).

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Esistono associazioni esonerate dalla compilazione del modulo?

Si, non tutte le associazioni sono obbligate alla compilazione del modulo, esistono alcune categorie specifiche che ne risultano esenti e sono le seguenti:

Sono esonerati dalla comunicazione dei dati:

  • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale

  • le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolativo in quanto nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi inferiori a 250.000 euro (Legge n° 398/1991 – Regime speciale Iva e imposte dirette)

  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal Dm 25 maggio 1995 (per esempio, attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito, iniziative occasionali di solidarietà, attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasioni di raduni, manifestazioni e simili)

  • i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali.

  • le Onlus di cui al decreto legislativo n° 460 del 1997

  • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (per esempio, i fondi pensione)

Possono presentare il modello Eas con modalità semplificate i seguenti enti:

  • le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse da quelle espressamente esonerate

  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla legge n° 383 del 2000

  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge n° 266 del 1991, diverse da quelle esonerate per la presentazione del modello (le organizzazioni di volontariato che non sono Onlus di diritto)

  • le associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome ai sensi del Dpr 361/2000

  • le associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese

  • i movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge n° 2 del 1997 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo

  • le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime

  • l’Anci, comprese le articolazioni territoriali

  • le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro)

  • le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della difesa

  • le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

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Il Modello EAS deve essere ripresentato?

Dal punto di vista della legge il modello EAS può essere compilato ed inviato una sola volta nella vita dell’Ente, tuttavia in caso di modifica di determinati dati, va ripresentato entro il 31 marzo dell’anno successivo alle variazioni che hanno preso piede nell’anno precedente (quindi, per le variazioni del 2016, il termine è il 31 marzo 2017).

Il Modello comunque non deve essere ripresentato per ogni tipo di variazione, infatti come comunicato dall’Agenzia dell’Entrate non va fatto per i seguenti tipi di modifiche:

  • modifica del dati anagrafici dell’ente e/o del rappresentante legale nel caso in cui siano già stati comunicati attraverso i modelli AA5/6 (per i soggetti non titolari di partita IVA) e AA7/8 (per i soggetti titolari di partita IVA); cfr Risoluzione 125/2011;

  • modifica dell’ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente;

  • modifica del costo sostenuto per messaggi pubblicitari;

  • modifica dell’ammontare delle entrate;

  • modifica del numero dei soci o tesserati dell’ente associativo;

  • modifica dell’ammontare delle erogazioni liberali ricevute;

  • modifica dell’ammontare dei contributi pubblici ricevuti;

  • modifica del numero e giorni per l’organizzazione di manifestazioni di raccolta fondi.

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Matteo Giusti – Segretario Regionale MSP Toscana – segretario@msptoscana.it